La mia storia è una storia che molti conoscono: nasce dalla mia infanzia e cresce con me, fatta di ricordi indelebili e profumi che porto sempre nel cuore.

Profumi che restano impressi nel tempo: gli “odori” dell’erba dei campi da calcio dove ho tirato i primi calci al pallone, e quelli della pelle e del cuoio. Ricordo con affetto l’attesa del venerdì, il giorno in cui arrivava il pellame che mio padre, commerciante appassionato, acquistava direttamente dalle concerie del Bresciano e della Toscana.

Scendevo in magazzino per aiutarlo a sistemare i materiali, e lui, da buon padre, mi interrogava: “Cos’è questo? A cosa serve il capretto? E questo, di quale parte del vitello è?”.

Così, passo dopo passo, sono cresciuto, innamorandomi sempre più di questo mondo.

Fin da piccolo ho creato i miei primi articoli, osservando e imparando dagli artigiani, molti dei quali erano clienti di mio padre e che mi hanno trasmesso la passione per questa arte. Porto nel cuore i consigli di ciascuno di loro, ma il più prezioso è quello del Maestro Eliseo.

Un giorno mi disse: “Mi hai chiesto di spiegarti come fare, e io ti ho risposto. Ma sappi che non ti ho detto tutto. Ti ho mostrato la via, e su quella strada incontrerai difficoltà, sbaglierai più volte, farai prove e riprove… solo così imparerai, memorizzerai cosa e come fare.”

Ognuno di noi è unico e deve forgiare i propri articoli come sente sia più giusto. Solo così nasce il Talento. Come disse Guy de Maupassant: “Il talento proviene dall’originalità, che è un modo speciale di pensare, di vedere, di comprendere.”

Vivere l’artigianato, vivere il mondo delle creazioni significa poter essere sé stessi. Significa mettere a disposizione il proprio sapere, la propria creatività e originalità. Ogni materiale che scelgo – dal filo ai pellami, passando per fibbie e componenti – è il frutto di una selezione rigorosa, fatta esclusivamente in Italia.

Essendo creativo, mi piace pensare che ogni lavorazione e ogni fotografia che realizzo siano un riflesso di ciò che sono, di chi sono io.

 

Francesco Riccardo Falduto

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